“Nuovo anno, nuova me!!1!1!”

Sì, lo so, è estremamente banale come articolo, ma ritengo che valga la pena spenderci sopra qualche parola. In fondo, sono dell’idea che esistano certe cose che non si bisognerebbe mai smettere di ricordare, non importa se è la milionesima volta che vengono ripetute. 

Ed è proprio questo il caso: Capodanno, in particolar modo i propositi di fine anno che ci imponiamo sempre e che puntualmente ci dimentichiamo di rispettare. Perdere peso, iscriversi in palestra, studiare una nuova lingua… piccoli obiettivi che danno la sensazione di avere in mano la nostra vita, promesse di autentica felicità, nel caso riuscissimo a portarli a termine. Ma perchè finiamo sempre per lasciar perdere, nonostante la grande (apparente) motivazione iniziale? Vedete, ogni volta che si inizia qualcosa, la voglia non manca mai. Si è carichi al massimo, desiderosi di provare a sè stessi di non essere un completo fallimento. Ma poco a poco, quando ci si rende conto di quanto effettivamente costi mantenere la parola data, quella carica iniziale comincia ad indebolirsi, e di conseguenza inventiamo scuse per giustificare la nostra mancanza di determinazione e tentare di placare l’invidia nei confronti di chi invece ha ottenuto dei risultati concreti. Questo perché, quotando la frase di un anime che ho visto recentemente,

Those who fail do so because they can’t imagine the kind of effort put in by those who succeeded

che tradotto in italiano risulterebbe a grandi linee “cercate su Google Traduttore”.
È estremamente facile fare progetti su carta. La parte dura arriva quando bisogna trasportarli fuori, nel concreto. Dietro a dei pettorali, un castello di carte, un 10 in matematica, un articolo di giornale… si celano uno sforzo incommensurabile e una serie infinita di errori, che nel risultato non sono percepiti, poichè si tende a concentrarsi solo su quest’ultimo. Non si guarda mai con la giusta prospettiva al lavoro svolto, sempre sottovalutato oppure non proiettato su di noi, e a volte solamente questo basta a fermarci.
Ora, potrebbe sembrare così, visto che ne parlo come fossi stata in grado di compiere un’azione straordinaria (come costruire un maledetto castello di carte) ma nemmeno io possiedo questo tipo di forza interiore, anzi ammiro profondamente quegli individui in grado di non abbattersi di fronte a nulla, quando personalmente molto spesso ho rinunciato a tante idee appena i primi ostacoli facevano capolino da dietro l’angolo. Proprio per questo motivo il mio unico proposito per questo anno che incombe all’orizzonte sarà di portare a termine tutti i miei propositi. Non importa la quantità, tantomeno di cosa si tratti: se mi investirò in un progetto nuovo, prometto solennemente di dedicarmici anima e corpo, che sia curare di più il blog o fare foto migliori o leccare il mio cane sulla testa una volta alla settimana.
Avete presente quella sensazione che si prova il primo giorno di scuola quando i quaderni sono ancora bianchi, belli puliti, ancora ignari della marea di appunti pietosi che li attendono? Ecco, il primo gennaio 2018 sarà il mio quaderno intonso su cui scrivere quello che voglio, un’occasione per ripartire da capo. Nuovo anno, nuova me, dico bene? E chissà che quel dannato castello di carte non riesca a costruirlo per davvero.

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